Il miglior smartwatch? Quello più adatto alle nostre esigenze

Negli ultimi anni gli smartwatch sono diventati tra i dispositivi più apprezzanti nel mondo. Un concentrato di tecnologia da mettere al polso. In commercio si trovano tanti modelli diversi: da quelli più economici a quelli più esclusivi ed eleganti con decine di funzioni e app. Scegliere il miglior smartwatch non è facile. Occorre allora tenere in considerazione alcuni aspetti.

Come scegliere il miglior smartwatch

La scelta deve essere fatta tenendo conto delle proprie esigenze e del tipo di utilizzo che s’intende fare del dispositivo. Se si fa attività sportiva sono preferibili gli smartband o gli activity tracker, mentre se si vuole indossarlo durante le oro di lavoro o per uscire uno smartwatch elegante si fa preferire. Occorre poi far presente che il dispositivo sia compatibile con il telefono. Al riguardo è indispensabile verificare il sistema operativo: WatchOS per iphone, Wear OS per telefonini Android, TizenOs per smarphone Samsung. Fatto il primo passo, il secondo è quello di valutare i materiali, il tipo cinturino e il display, che deve essere ben illuminato per consultarlo senza alcun problema anche in presenza di una forte fonte di luce. È consigliabile che lo smartwatch sia dotato di Gps. Molto utile anche la presenza della funzionalità Always on per visualizzare le informazioni importanti anche quando il dispositivo è in stand-by. È necessario verificare, inoltre, se il prodotto abbia la certificazione IP, per misurare il livello di protezione da acqua e polvere, per un uso esterno corretto che non comprometta il funzionamento dello smartwatch.

Attenzione al cuore dello smartwatch

Le prestazioni di uno smartwatch sono date dal processore che è stato installato e dalla capacità di memoria. Più sono performanti e più il dispositivo avrà prestazioni migliori. Tuttavia, occorre valutare la potenza della batteria, per avere un modello che abbia una buona autonomia, senza la necessità di sostituire le pile o di ricaricare il device frequentemente. Per chi, poi, pratica sport sono utili le funzioni di cardiofrequenzimetrocontapassi e monitoraggio del sonno.

L’estetica vuole la sua parte

Nello scegliere uno smartwatch il design ha un ruolo molto importante. In commercio ci sono numerosi modelli: da quelli economici sotto i 100 euro, a quelli di fascia media il cui costo si aggira attorno ai 200 euro con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo, fino ad arrivare al vertice della gamma con dispositivi raffinati, potenti ed esclusivi, pensati per essere tenuti al polso per lungo tempo, come gli orologi classici.

Una serata tra amiche

Da un paio di mesi, io e la mia migliore amica Chiara, abbiamo fissato un giorno settimanale da dedicare solo e soltanto a noi stesse. Generalmente facciamo di mercoledì, ma dipende tutto, ovviamente, dai nostri impegni: può capitare che per un motivo o per un altro si faccia di giovedì o direttamente nel week end.

Siamo cresciute molto in fretta, neanche mi ricordo cosa abbiamo fatto in questi ultimi anni, da quando ne avevamo 15 ad adesso che ne sfioriamo 30. Infondo infondo, però, siamo ancora le due stesse ragazze che un tempo tenevano un diario segreto condiviso, che bisticciavano per chi dovesse tenerlo e quando, che facevano la pace preparandosi i biscotti.

Insomma, il mercoledì generalmente ci troviamo o a casa mia o a casa di Chiara e facciamo le adolescenti: ci guardiamo un film (spesso riguardiamo quelli che ci piacevano da piccole, domandandoci sempre come fosse possibile), mangiamo schifezze, ci ordiniamo una pizza, parliamo di gossip o di trucco o ci guardiamo qualche video su Youtube delle nostre Beauty Guru preferite. L’avevo detto che facciamo le adolescenti!

Ieri ci siamo trovate a casa di Chiara per guardare The Nightmare Before Christmas, uno dei miei film preferiti di sempre – e anche uno dei film preferiti di Chiara. Mi ha aperto il portoncino e ho visto subito un lampo di luce, che mi ha fatto preoccupare, a essere onesta! Per fortuna era solo Chiara che, tronfia e soddisfatta, usava il suo epilatore a luce pulsata, che mi ha osannato pubblicamente per mezz’ora, cercando di convincermi a comprarlo: mi dispiace Chiara, rimango fedele per sempre alla ceretta!

Abbiamo ordinato al cinese sotto casa sua, rimpinzandoci a dovere di cose unte e bisunte, fritte a più non posso e buonissime, ci siamo guardate il nostro film, abbiamo parlato un po’ e poi via, a casa in vista del lavoro. Secondo me tutte le amiche dovrebbero fare una cosa del genere, aiuta tantissimo.

Ridere durante un horror. Succede anche questo.

Ieri sera con la mia ragazza stavamo guardando un horror.
Insidious 3. Che sarebbe poi il terzo episodio della saga di Insidious e dei viaggi ancestrali durante il sonno in un mondo dominato da spettri e demoni cattivi. Il terzo capitolo non è altro che il prequel del primo episodio che continua nel secondo. Il terzo capitolo racconta l’inizio della saga.

Mi ricordo una scena che mi ha fatto ridere. Cioè, non mi ha fatto ridere la scena in se del film, ma il contorno fuori dal film, cioè l’accadimento avvenuto sulle poltroncine del multisala.
In un’inquadratura molto scura, di una stanza la buio, c’era in primo piano un baby monitor (o una cosa simile; forse più che un monitor video era un monitor audio, passatemi il termine) che si è acceso e dal quale è fuoriuscita prima una voce demoniaca, versi più che parole, e poi il vagito del bambino.
Ma prima che la scena si sviluppasse così, all’inquadratura di questo apparecchio la mia ragazza, esclamando a bassa voce, mi ha chiesto sorpresa cosa c’entrasse nella scena un deodorante spray. Guardandola di traverso ma amorevolmente le ho detto con ironia che non era un deodorante.
Quando si è resa conto della gaffe non è arrossita, ma si è messa a ridere cercando di soffocare la risata con per non fare rumore, ma il tentativo è riuscito malamente. Ha soffocato la sua risata solo in parte, quel tanto che basta per non fare casino, ma non riuscendo ad evitare qualche sguardo di rimprovero o qualche classico “shhhh” di intimidazione per fare silenzio dai vicini di poltrona. Non ha fatto casino, ma un po’ disturbo l’ha creato. Per pochi secondi eh, sia chiaro. I bacchettoni però alla fine non se la sono presa a male e a noi non è importato della figura non proprio buona. È stata una bella scena, sia nel film che fuori dal film.

Vabbè, ritornati alla normalità poi siamo riusciti a gustarci e goderci per intero il film senza altre scene di questo tipo.
Solo qualche sobbalzo tipico dei film horror. Di quelli ben fatti ovviamente. Come Insidious 3. Come tutta la saga di Insidious.

Alla fine della proiezione siamo usciti soddisfatti.
Tornati in macchina, visto che era sabato, abbiamo deciso di andare in birreria.

Durante il tragitto dal multisala al pub, abbiamo rimarcato più volte quella scena ilare, atipica nell’atmosfera di un film horror.
E abbiamo di nuovo sorriso su quella gaffe innocente.

Come funziona la stufa a pellet idro

Nell’elenco delle spese annuali, quella per il riscaldamento è senza dubbio una delle più impegnative. Molti appartamenti sono forniti di una caldaia a metano, che offre riscaldamento e acqua calda sanitaria ogni volta che lo si desidera, ma che ha dei costi legati al consumo molto alti. Per fortuna, il numero di alternative al riscaldamento a metano cresce di giorno in giorno. Le stufe a pellet idro, ad esempio, possono sostituire totalmente la caldaia, offrendo un’efficienza energetica maggiore.

Stufa a pellet idro, come funziona

I vantaggi che le stufe a pellet idro offrono rispetto a quelle tradizionali sono molteplici. Una stufa a pellet classica, infatti, funziona come sistema di riscaldamento domestico, ma la sua portata è limitata essenzialmente all’ambiente in cui viene installata. Le stufe a pellet idro, invece, sfruttando l’impianto idraulico riescono a fornire calore a tutto l’appartamento, senza necessità quindi di avere una caldaia aggiuntiva.

Come lascia già intuire il nome, la stufa a pellet idro funziona cedendo calore non direttamente all’ambiente (se non in parte) ma all’acqua: questa, una volta riscaldata, circola per tutta casa, fornendo un riscaldamento completo e omogeneo. Le stufe a pellet idro sono compatibili con gli impianti pre-esistenti, e possono essere quindi installati in sostituzione della vecchia caldaia. Sfruttando radiatori, termosifoni e tubature già presenti, offrono una valida alternativa al riscaldamento a metano.

Scegliere la migliore stufa a pellet idro

Non tutte le stufe a pellet idro sono in grado di fornire contemporaneamente riscaldamento e acqua calda sanitaria. Prima dell’acquisto, infatti, deve essere valutata la grandezza dell’appartamento e, in base ad essa, scegliere una caldaia più o meno potente. L’ideale è scegliere prodotti come la stufa a pellet Ravelli o la stufa a pellet Extraflame, quest’ultima prodotta da La Nordica Extraflame. Entrambi i marchi offrono la sicurezza e la qualità del Made in Italy, con un catalogo ricco di prodotti sicuri, dotati di tutte le certificazioni a livello nazionale ed europeo, e anche estremamente curati dal punto di vista del design.

A onor del vero, a parità di potenza, una stufa a pellet idro ha un costo sensibilmente maggiore rispetto ad una caldaia tradizionale, pur presentando vantaggi sul prezzo della materia prima e sull’efficienza energetica. In ogni caso, è giusto valutare l’acquisto anche di una stufa a pellet idro usata: le occasioni non mancano, e risparmiare fa sempre piacere.

Vantaggi

  • Maggiore efficienza energetica;
  • Costo minore della materia prima;
  • Possibilità di usare l’impianto pre-esistente.

Svantaggi

  • Costo iniziale maggiore a parità di potenza;
  • Manutenzione più frequente.

Zapping sul web

Mi ricordo, quando ero piccolo, del piacere dello zapping. Non parlo dell’azione in sé, ma dell’idea di fare una cosa con un nome di questo tipo: zapping. Lo sentivo dire ai Simpson, mio cartone preferito di sempre, e lo potevo fare una volta che avevo finito di vedere le due puntate quotidiane che trasmetteva Italia Uno dopo il tg.

Adesso lo zapping esiste sempre? Forse bisognerebbe parlare di webbing. La televisione continuo a tenerla sul suo mobiletto, ma oramai è diventata un soprammobile. Ci poggio sopra le chiavi di casa o il telecomando per spostarlo dal divano quando mi ci metto col computer, basta, questo è il suo unico scopo.

Quello che prima facevo con il telecomando della tv, ora lo faccio col mouse del pc: zapping nel web continuo e incosciente. Incosciente nel senso che mi ritrovo a guardare siti web o a fare ricerche su Google senza avere la benché minima idea del perché: una settimana fa mi sono ritrovato a guardare un sito di cuccioli di gatto con un nome imbarazzante. Non era un allevamento, era un sito pieno di foto puccicose di gattini puccicosi: perché?! Ieri sera stavo guardando un video su Youtube, mi è partita la pubblicità e per sbaglio, al momento di chiuderla, l’ho aperta trovandomi su un sito che vendeva materassi memory matrimoniali on line. Dovrei cambiare il mio, in effetti, che fosse un’esplicita richiesta del mio spirito?

Youtube, poi, è patria per lo zapping virtuale: da un video a un altro, in un istante, mi trovo a girare svariati ambiti, youtuber e musicisti senza un preciso senso logico. Penso lo abbiamo fatto tutti di aprire video correlati assolutamente sconclusionati rispetto a quanto avevamo cercato, trovandoci alla fine a guardare roba senza senso, video stupidi o disgustosi.

Forse dovrei riprovare ad accendere la tv, giusto per vedere che effetto fa ritornare a fare lo zapping tradizionale.